Mario Pessott

Le mie mani vedono forme in qualsiasi materiale

Disegnatore, scultore, ritrattista, ma nel contempo artigiano-artista che, fondendo abilità manuale ed amore per la cultura, si apre a sempre nuove esperienze creative

Nel suo laboratorio si respira il profumo antico della bottega, dove legno, ferro, rame, ottone, vetro, metalli preziosi, creta, plasmati, secondo sistemi antichi, diventano sculture, ritratti, oggetti d’arte, oggetti di un artigianato ormai lontano. Questa esplorazione emotiva ed emozionale del passato lo ha proiettato e lo proietta nel futuro: è affascinato dalla modernità, dalle potenzialità della materia di stimolare e suggerire nuove forme artistiche ed espressive

Nelle sue opere, istintive e nel contempo frutto di una lunga ricerca espressivo – creativa, il fascino della modernità, delle potenzialità creative della materia, si fonde con tecniche antiche di costruzione e di lavorazione dei metalli. La materia è intesa da Mario Pessott come ‘mater’, come elemento vivo, come forza vitale da cui si svelano forme sempre nuove, capaci di sprigionare una spiritualità in costante dialogo con passato ed il futuro. E’ un creatore instancabile; la sua vena creativa non ha limiti. É solito ripetere: “quando tocco un materiale, vedo nascere forme, figure…”

Nel 1970, a soli 26 anni, ha vinto il Leone D’Oro Marciano alla Biennale d’Artigianato di Venezia  e sempre dal 1970 figura nell’Enciclopedia Universale della Scultura e della Pittura Moderna; da allora le sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche italiane e straniere (Svizzera, Germania, Francia, Polonia, Lussemburgo, Stati Uniti, Australia, Sud Africa…)

Nel 1986 ha avuto il grande onore di essere ricevuto per meriti artistici in udienza privata da Sua Santità Papa Giovanni Paolo II; nel 2001 per la sua abilità di ritrattista è stato incaricato di creare il busto del poeta nazionale lussemburghese Michel Rodange, a tutt’oggi unica immagine scultorea del poeta esistente nel Gran Ducato del Lussemburgo, ed il busto del lussemburghese André Hentges, fondatore del Teatro Les Follies Bergers di Parigi; nel 2002 ha realizzato, sempre per il Gran Ducato del Lussemburgo, il monumento celebrativo per 125° anniversario della nascita del poeta nazionale lussemburghese Michel Rodange (i bozzetti sono esposti oggi nel Museo della Letteratura della città di Lussemburgo) e dal 2004 le sue opere sono inserite ne “La guida culturale del Lussemburgo”, opera pubblicata sotto l’alto patronato del Ministero della Cultura e dell’Istruzione Superiore e della Ricerca del Gran Ducato dell’Lussemburgo; nel 2008 inizia un sodalizio artistico con il Museo Diocesano d’Arte Sacra di Vittorio Veneto, presso le cui collezioni sono state inserite due sue opere Maternità (2008) e Crocefissione (2009); nel 2009 e nel 2011 è stato incaricato di realizzare le copie di alcune delle opere custodite presso il Museo d’Arte di Pordenone nell’ambito del progetto “Opere da toccare. Arte tattile per ipo e non vedenti”.

Dopo quarant’anni d’attività è suo desiderio trasmettere l’esperienza, i segreti di manualità, i valori umani ed umanistici in essa racchiusi, la forza educativa ed emotiva della creatività artistica, attraverso quell’esempio del maestro, dal quale è scaturita la sua entusiasmante avventura nell’arte e con l’arte.

Nel suo laboratorio oggi continua a lottare per un mondo più umano, creando.

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