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Wassily Kandinsky: il suono dei colori
 
“… Un’arte deve imparare come un’altra arte usa i suoi mezziper poter usare analogamente ma in modo autonomo, i propri…”  Wassily Kandinsky,Lo spirituale nell’arte, sE 2005, pg 39
 
Visita alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia e 
Laboratorio didattico in lingua inglese ‘Wassily Kandinsky: il suono dei colori
 
  
Domenica 26 agosto 2018 | ore 15.30 – 17.30 | RINVIATA A DATA DA DESTINARSI
 
“[…] La musica è già da alcuni secoli l’arte che non usa i suoi mezzi per imitare i fenomeni naturali, ma per esprimere la vita psichica dell’artista e creare la vita dei suoi…” (W Kandinsky, Lo spirituale nell’arte, cit p.40) . In queste parole di Wassily Kandinsky (Mosca 1866 – Neuilly sur Sur Seine 1944 ) è racchiuso il travaglio emozionale di  una generazione di artisti che tra XIX e XX secolo venne catapultata improvvisamente in una dimensione assolutamente nuova, non assimilabile in nessun aspetto con il passato. L’arte come imitazione del reale era sentita inadeguata per dare voce al senso di euforia e smarrimento di fronte all’irrompere della contemporaneità. Emerse prepotente la necessità di creare un linguaggio artistico capace di recuperare ed esprimere la complessità interiore dell’uomo. Mai come in questo momento la musica è stata un punto di riferimento fondamentale per il suo essere arte ‘ab-soluta’, libera da qualsiasi legame con la realtà … I corpi, le forme si dissolvono sotto la potenza dell’emozione, della fantasia, del sogno; l’artista vuole andare oltre il reale ed esprimere la propria interiorità. Wassily Kandinsky è senza dubbio una degli artisti più significativi ed originali di questa tensione spirituale. Il dialogo con la musica è onnipresente nella sua riflessione artistica, quasi ossessivo. Nelle sue tele i colori, i punti diventano suoni, gli strumenti colori, le linee, le forme melodie. Sempre ne ‘Lo spirituale nell’arte’ scrive: ‘ […] Il colore è un mezzo per influenzare direttamente l’anima. Il colore è il tasto. L’occhio è il martelletto. L’anima un pianoforte con molte corde. L’artista è la mano che, toccando questo o quel tasto fa vibrare l’anima […] ’ (op. cit. pg.46)
La collezione Peggy Guggenheim di Venezia è una delle più importanti raccolte italiane di arte europea e americana del XX secolo. Quando si entra nelle stanze di Palazzo Venier dei Leoni, in quella che fu dal 1951  al 1979 la residenza di Peggy Guggenheim (1898 – 1979), donna carismatica e anticonformista e presenza chiave per l’arte del Novecento , si è travolti da quella forza dirompente che nel giro di qualche decennio, abbattendo le barriere tra le singole arti e conoscenze e recuperando una visione unitaria, sinfonica dell’uomo che vive nel mondo, ha trasformato radicalmente l’arte ed il nostro modo di vivere l’esperienza artistica.
Attraverso le opere ed il pensiero di Kandinsky e degli artisti presenti nella Collezione Guggenheim entreremo nel mistero dell’ispirazione artistica, nel mistero della conoscenza, nel mistero della creazione in un ambiente internazionale vivace e poliedrico; scopriremo come la musica apra nuovi orizzonti di conoscenza interiore ed esteriore dove non esistono confini tra arte e scienza, tra culture perché l’uomo è musica…. (elena pessot)
 
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