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Riflessi- Riflessioni plastico – formali sulla forza rigenerativa dell'immaginazione

Le sculture in plastica di Mario Pessott

Metamorfosi di una bottiglia....

Dicembre 2016 — gennaio 2017

 

 

Bottiglie; presenze vitali nella nostra quotidianità, simboli di un’umanità sospesa tra genialità ed indifferenza… Colorate, dalle forme più varie, di vetro, di cristallo, di plastica viaggiano nel tempo e nello spazio, trasportate dall’uomo, dalle forze misteriose della natura; abitano la Terra… I loro riflessi, le loro forme raccontano l’uomo, il suo rapporto con l’ambiente, nel quale ha vissuto e nel quale vive… Sono scrigni di memoria, mappe di mondi possibili…

Siamo distratti; a fatica riusciamo a decifrare i tanti messaggi in esse custoditi; per noi le bottiglie sono oggetti d’uso necessari, scontati: una bottiglia è solo e semplicemente una bottiglia, un contenitore di liquidi; non ci poniamo domande sulla sua origine, sulle sue forme, sui suoi colori, sui tanti materiali usati, sulle tecnologie inventate dall’uomo per realizzarla, sul suo futuro dopo l’uso. Esiste e la usiamo…
Oggi l’impiego massivo della plastica per la loro fabbricazione ci obbliga ad abbattere i confini della nostra indifferenza, a guardare oltre l’abitudine dell’uso e a riflettere sul loro destino. Le bottiglie di plastica sono creature immortali, sospese tra il bene ed il male: possono essere risorse preziose o rifiuti, dipende solo da noi, dalla nostra sensibilità ambientale, dal nostro sentirci parte di un ecosistema da rispettare e preservare. La nostra disattenzione le consegna all’ambiente, che le custodisce inalterate nello spazio e nel tempo; la scienza, la tecnologia ci offrono gli strumenti per trasformarle, per ridurle in materia prima, con cui realizzare nuovi oggetti; l’immaginazione artistica ne sublima forme e messaggi, consegnandole ad un futuro di bellezza...

Mario Pessott è affascinato dalle bottiglie. Da ragazzo rimane colpito dalla straordinaria bellezza e modernità di un’ampolla di vetro romana. Un incontro casuale, che gli dona occhi nuovi: con le loro forme sinuose, morbide, essenziali, con le vibrazioni dei loro colori, con la loro forza fragile, le bottiglie diventano per lui oggetti magici, sculture, su quali riflettere artisticamente e umanamente. Le colleziona, ne studia le forme attraverso disegni, sculture in ferro, in rame, nelle quali riversa e sperimenta le sue ricerche sulle antiche tecniche di lavorazione dei metalli in un dialogo appassionato e misterioso tra passato e presente. Una lenta riflessione artistica e tecnico-formale, un viaggio in se stesso, che lo hanno portato a misurarsi oggi nella maturità con le bottiglie di plastica, con la loro essenza contradditoria di rifiuto-risorsa, che conserva e si conserva, con la potenza rigenerativa dell’arte.

Le bottiglie di plastica sono trasfigurate dalla sua fantasia, dall’abilità delle sue mani. Le forme ed i colori originari diventano ponti verso nuovi orizzonti espressivi, verso nuove possibilità di significato: liberate dalla loro materialità e dalla loro funzione originaria, esse vengono proiettate in una dimensione ‘altra’, eterea, che mette in moto la nostra immaginazione e la nostra riflessione sul delicato equilibrio tra progresso scientifico-tecnologico e risorse naturali, tra il disordine materiale e morale del rifiuto abbandonato a se stesso e l’ordine possibile della bellezza, tra uomo e natura…

Naiadi, Nereidi, Driadi, Oreadi, giovani fanciulle (ninfe), che per la mitologia classica abitavano le acque dei fiumi, dei mari, dei boschi e delle montagne, Venezia con i suoi simboli ( il Leone Marciano, Arlecchino, il vetro…) si materializzano grazie ad una sapiente lavorazione plastico-formale, che intreccia colore, trasparenza, luce, e ci trasportano in una dimensione senza tempo, dove ci spogliamo dei nostri egoismi, della nostra indifferenza, della nostra spavalda autosufficienza, dove grazie alla forza destabilizzante della fantasia ritroviamo noi stessi in un dialogo intimo e profondo con le creature viventi, con le forze naturali e con il nostro passato, dove ci sentiamo parte vitale di un Tutto che ci trascende...

Sculture terse, leggere, impalpabili, cangianti che, rinnovandosi ad ogni visione, donano speranza... Riflessi, che diventano riflessioni e ci stimolano a recuperare la nostra umanità, a lasciarci stupire dalla forza dell’immaginazione creativa, dalla grandezza fragile della natura, dalla precaria unicità della nostra esistenza, esortandoci ad abitare il nostro pianeta da ospiti, responsabili, rispettosi e riconoscenti.

Elena Pessot

 

 Galleria d'arte on-line - Riflessi

 

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